mercoledì 31 marzo 2010

STRANE CREATURE - Tracy Chevalier - 2009


1800. Lyme Regis, un piccolo paese dell' Inghilterra Meridionale. E' qui che si incontrano per la prima volta Mary Anning ed Elizabeth Philpot. Una ragazzina rozza, povera e intraprendente e un' aristocratica trentenne (a quel tempo già considerata zitella!) londinese.
Apparentemente sembrano molto diverse, eppure una grandissima passione le accomuna, i fossili!
Mary, pur essendo molto giovane, ha capacità straordinarie, in gran parte ereditate dal padre, di ricercare qualunque tipo di reperto, più per racimolare qualche soldo che per vero collezionismo.
Elizabeth, al contrario, ama raccogliere e conservare i suoi fossili, etichettandoli maniacalmente uno per uno, convintissima che essi potranno dimostrare la "precarietà" del nostro mondo, dove anche gli esseri creati da Dio si possono in realtà estinguere per ragioni naturali.
Questa sua convinzione la porterà a scontrarsi con vari personaggi, tra cui il reverendo e numerosi "ricercatori di fossili".
Ma la scoperta da parte di Mary, dapprima del primo esemplare di ittiosauro (lei lo chiamerà a lungo coccodrillo!), un bestione marino, miscuglio tra un delfino e un lucertolone, e, in seguito, del plesiosauro, un enorme rettile di circa 5 metri e dal collo lunghissimo, cambierà notevolmente la vita di entrambe le giovani donne.
Inizierà cosi la faticosa "scalata al successo" di Mary, contro mille ingiustizie e arroganze, spalleggiata sempre e comunque dall'amica Elizabeth (e dalle due sorelle di quest'ultima, zitelle anche loro!).
Si alterneranno numerose vicende, d'amore, d'amicizia e di altre impressionanti scoperte.
Mary ed Elizabeth, pur trovandosi spesso in forte rivalità (accadrà, come sempre, a causa di un uomo!), non si perderanno mai, resteranno una accanto all'altra, legate da una vera e profonda amicizia.

Devo dire che i romanzi storici generalmente non mi hanno mai entusiasmato, ma questo libro mi ha appassionato e coinvolto come raramente negli ultimi anni. Innanzitutto perchè racconta la vera storia di una ragazzina che pochi conoscono, ma che ha reso possibile quella svolta negli studi sull'evoluzione che trovò il suo coronamento con la pubblicazione, anni dopo, dell' "Origine delle specie" di Darwin. E inoltre perchè l'autrice (già famosissima per il romanzo "La ragazza con l'orecchino di perla") è riuscita a ricostruire in un modo particolarmente affascinante questa vicenda storica e sociale (pur avendo aggiunto moltissimi particolari inventati), non facendoci mai perdere di vista il vero senso della vicenda e riuscendo a trascinarci in un mondo di pensieri, luoghi e usi molto lontani da noi, e, per questo, davvero suggestivi.
Infine ho adorato la particolare amicizia tra le due ragazze, grandi alleate in un' epoca intrisa di ottuse convenzioni e di un diffuso maschilismo.